Ciao nonno (bye grandpa)

My Grandfather passed away at 0:30 am of May the first at the age of 79, this post is written in Italian since he cannot read English. You might be interested in translating it using an automa. Probably not everything you’re going to read will be crystal clear to you, my loyal reader, but pls consider the intimacy of this post.

Ciao Nonno. E grazie per tante cose (mi raccomando, MI RACCOMANDO: non mangiare troppi tortelli di zucca dove sei ora!):

  • Grazie per avermi insegnato che la vita – sempre – va affrontata con un sorriso (lo sto facendo anche adesso immaginandoti seduto a tavola a rimpinzarti a dovere).
    Grazie per avermi mostrato come le parole giuste dette al momento giusto sortiscono SEMPRE un effetto dirompente.
  • Grazie per avermi fatto assaggiare gli agnoli in brodo col lambrusco (dentro al brodo: il “bevrin vin” per gli intenditori. E – se per quello – anche le fragole col vino.
  • Grazie per avermi insegnato la partenza in salita con l’automobile e il freno a mano tirato senza dirmi di tenere “in alto” la frizione. Mi e’ bastato scoprire quel trucco per diventare un asso.
  • Grazie per avere sempre avuto una cieca e assoluta fiducia in ogni cosa detta da me (sinceramente, non sono cosi’ sicuro di aver parlato di reti wireless per i dati quando avevo 12 anni, ma ti concedo il beneficio del dubbio).
  • Grazie per avermi insegnato che la cosa piu’ divertente nell’imbottigliare e’ tirare dalle cannucce quando il vino non scende piu’… e continuare a tirare quando ricomincia a scendere.
  • Grazie per avermi fatto guidare la Bentley: un salotto su quattro ruote che credo mai mi capiter√É di guidare nuovamente.
  • Grazie per avermi fatto da palo quando col Gioppe dipingevamo il graffito per Rachele.
  • Grazie per essere venuto sullo slittino con me, e aver pagato l’atto con 1 anno di riabilitazione per il ginocchio leso dalla nostra caduta.
  • Grazie per avermi insegnato a salutare – da lontano e sorridendo – con “Ciao Semo”.
  • Grazie per avermi portato il mio primo computer, un apple IIe che nell’86 era “vecchio” e che oggi sarebbe un fichissimo pezzo da museo (mea culpa mea culpa mea maxima culpa).
  • Grazie per tutte le manovre allo zoo di Pastrengo per permettermi l’inquadratura migliore degli animali (salvo poi scoprire che non avevo messo il rullino nella macchina fotografica).
  • Grazie per il giro sul camion dei pompieri (ricordo anche la bruciature sulle cosce dopo essere sceso dal palo con i calzoncini corti); giro superato forse solo dal tour sui mezzi blindati dell’esercito in riparazione.
  • Grazie per avere indossato il velo di Barbara al nostro matrimonio. Il migliore scatto di tutta la giornata. Mitica anche la gara con Lippo per arrivare primo al ristorante.
  • Grazie per il Nocino fatto da te nel 2001 (ne ho ancora). Continuero’ ad offrirlo agli ospiti di riguardo fintanto che non guarisco da questa dannata allergia alle noci.
  • Grazie per avermi fatto fare il primo volo aereo della mia vita.
  • Grazie per tutti i biglietti d’auguri scritti in Inglese. Beh, con la tua personalissima versione della lingua di Shakespeare.
  • Grazie per aver tentato di avviarmi alla carriera cinematografica. Non era forse ancora il momento, magari ci riprovo in futuro.
  • Grazie per la bici da corsa. Ma mille e ancor piu’ grazie per avermi insegnato che potevo tastare il “morbidissimo” tessuto della tua maglia quando ero stanco per farmi tirare.

Grazie nonno per avermi insegnato ad affrontare la vita con ottimismo e passione. Spero di essere abbastanza bravo da riuscire a trasmettere queste cose a Francesca, un giorno.

Ciao nonno. divertiti!

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